I carri allegorici

Ass. Cult. Ardizzone   (Cat. A)

IO CAPITANO

L'immigrazione è un fenomeno sociale di portata estremamente rilevante e delicata in tutta le sue sfaccettature. Nel corso degli ultimi trent'anni la maggior parte delle Nazioni del mondo Occidentale hanno dovuto fare i conti con questo processo inesorabile. I problemi principali, ovviamente, sono quelli riguardanti la sistemazione di queste persone che sognano una vita migliore lontano dalla loro terra natia.
Una risposta concreta a questo problema purtroppo non è stata data, ma appare chiaro come si cerchi di trovare un equilibrio tra questi processi (soprattutto economici) che sono stati messi in atto negli ultimi anni e che prevedono un mondo aperto, ma che ad oggi non sono riusciti a risolvere il problema potendo affermare con assoluta certezza.
L'opera vuole rappresentare la speranza e le aspettative che ognuno di queste persone porta con sé nell'intraprendere il viaggio della loro vita. Nella parte anteriore del carro troviamo un ragazzo di colore con indosso un cappello da marinaio, egli come un vero capitano vuole assumersi la responsabilità delle proprie azioni mettendosi al comando della propria vita (timone), e talvolta anche di quella degli altri in circostanze ingestibili e avverse, scappando dalla guerra, dalla fame e dalla povertà, intraprendendo un viaggio attraverso Mediterraneo con barche di "carta" che simboleggiano l'andamento della vita umana che cerca di mantenersi a galla a ogni costo cercando di navigare verso porti sicuri, per raggiungere quel continente chiamato "Europa" rappresentato da delle Sirene, figure della mitologia greco-romana a cui si attribuisce un canto melodioso e incantatore che attiravano i naviganti dei mari, ma che purtroppo si rivela essere solo un'illusione. L'Europa, con il suo fascino ammaliatore e suadente, incanta queste persone attraverso i loro stessi sogni: chi vuole diventare un calciatore, chi una star della musica o semplicemente chi sogna un lavoro che possa restituirgli la dignità di essere umano. Tante volte questo viaggio non va a buon fine e questi sognatori trovano la morte ancor prima di attraversare il mare nei centri di detenzione in Libia e se riescono a superare questi ostacoli trovano purtroppo la morte in mare, ad un passo dal raggiungere i loro sogni che inevitabilmente si infrangono per sempre.
Attraverso quest'opera l'Associazione Ardizzone vuole lanciare un messaggio di ottimismo e di non rassegnazione utilizzando la figura di "Thor", Dio del tuono e della tempesta. Thor divinità Norrena, mitologia nordica, è la personificazione del fulmine, del tuono e della tempesta, ma simboleggia anche colui che ha il compito di proteggere l'Umanità, attraverso la sua arma, i martello, cerca di distruggere il problema che affligge tutti i migranti, rappresentato dalla figura del Drago marino.
Ed infine troviamo l'ancora della speranza a simboleggiare finalmente un ancoraggio verso un porto sicuro per la realizzazione di una nuova vita, che si spera possa essere migliore di quella appena lasciata.