SELVA OSCURA

In occasione della ricorrenza del settecentesimo anniversario dalla morte del “Sommo poeta”, quest’opera intende attualizzare il viaggio intrapreso da Dante, poeta-pellegrino che incarna tutti gli uomini per i quali cerca, oltre che per sé, la salvezza dal peccato. Intraprendendo in prima persona un viaggio ultraterreno attraverso i tre regni, egli si pone come narratore, uomo e peccatore al contempo, attraverso una discesa agli Inferi in cui incertezza, paura e dubbio attanagliano costantemente il suo cuore e la sua mente.
In questa prospettiva la selva oscura, nella quale Dante si smarrisce, è una delle più note metafore letterarie che rimanda al disorientamento, allo sgomento, all’orrore dinanzi al peccato: l’uomo, peccando, cancella la propria somiglianza con Dio, deformando sé stesso e il mondo nel quale vive. Oggigiorno, a distanza di settecento anni, siamo testimoni dello stesso smarrimento: il COVID-19 è la nuova selva oscura nella quale siamo, nostro malgrado, precipitati; questa nuova piaga ha spazzato via le nostre certezze e ha messo in discussione la nostra visione del mondo e i nostri rapporti interpersonali.

Le tre fiere, la Lonza, la Lupa e il Leone, rappresentano i peccati dell’essere umano, che bisogna espiare al fine di essere purificati da ogni peccato alla conclusione del proprio viaggio.
A Caronte, traghettatore delle anime dannate, è affidato il compito di traghettare tutti i mali del mondo e della nostra Italia, rappresentata dalla bella Beatrice, quasi a volerla purificare dai propri vizi, catalizzando così il processo di purificazione.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, chè la diritta via era smarrita” così Dante, in condizione di peccato, come ogni uomo, vede la propria vita una grande scacchiera, dove la mossa vincente è oscurata dalla paura.
Nonostante ciò, la rinascita è lì alla portata di tutti, la combinazione degli elementi di madre natura (terra, fuoco, acqua, aria) e la fiamma sempre viva della speranza, cigno dell’umanità, riescono, infatti, a dare nuova vita, come un infante, a “l’uomo nuovo” rigenerato dall’amore.

IL
BOZZETTO

Carnevale di Acireale 2021

SELVA OSCURA - Categoria A

Nel 1979 nasce il cantiere Ardizzone, fondato dalla grande passione per la carta pesta del maestro Camillo Ardizzone. Nello stesso anno esordisce per la prima volta con “Amore in periferia” classificatosi al sesto posto. L’anno successivo, e soltanto per quell’anno, nasce la collaborazione con il cantiere Coco. All’inizio degli anni ‘80 i sacrifici fatti vengono ripagati dalle prime vittorie che arrivano con l’opera “Omaggio alla musica” nel 1983, il successo continua per altri tre anni che vede il cantiere Ardizzone al primo posto. Agli inizi degli anni ‘90, un imprenditore siciliano emigrato in America, commissiona la realizzazione di un carro ai cantieri Ardizzone e Coco, facendo così rinascere la collaborazione tra i due cantieri. Il carro inedito viene realizzato appositamente per l’occasione e montato direttamente nell’isola di Saint Martin nei Caraibi, classificandosi al primo posto della competizione. Nel corso degli anni ‘90 e 2000 il cantiere Ardizzone partecipa in collaborazione, ai celebri Carnevali Ambrosiano di Milano e a quello di Viareggio. Nel 2009 il maestro Camillo Ardizzone, dopo aver realizzato il carro “Certe notti” classificatosi al quinto posto, decide di lasciare le redini ai figli Giuseppe e Sebastiano, che esordiscono nel 2010 con “L’armata sicula” classificandosi al primo posto. Sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria conquistata, viene formato un nuovo staff che porta alla nascita dell’Associazione culturale Ardizzone nel 2012 e che vede formarsi giorno dopo giorno giovani talenti in erba. Dal 2012 al 2015 arrivano tre primi posti consecutivi. Nel 2017 un altro primo posto vede protagonista il cantiere Ardizzone che vince ottenendo tantissimi apprezzamenti a livello nazionale con l’opera “La speranza è l’ultima a morire”. Alla fine del 2018 viene a mancare il maestro Camillo Ardizzone, padre fondatore, e proprio nel 2019 ricorre il quarantesimo anniversario, celebrato con l’opera “40 anni e non sentirli”, classificatosi al secondo posto. Nell’anno 2020, che verrà ricordato come l’anno della pandemia, viene conquistato il primo posto con l’opera “L’ultimo petalo” collezionando così la dodicesima vittoria, per un totale di trenta podi nel corso degli anni. Abbiamo scritto pagine importanti di storia e speriamo di continuare a farlo mettendoci sempre l’impegno e la dedizione che ci contraddistingue.